Non tornare, Lessico

Solitamente per degenerazioni del lessico si intendono quantità e ricercatezza dei termini, neologismi, molto in voga, oppure più in generale sviste, a volte macroscopiche, sulle regole grammaticali o logiche, tempistica dei verbi, in particolare i famigerati congiuntivi il cui stravolgimento per un periodo è stato considerato un lusso, una griffe. Ora molto più in voga è l’uso dell’ausiliare in modo aggiornato, avrebbe potuto essere (che è un po’ come dire ho stato) al posto di sarebbe potuto essere considerato vetero più che errato. O ancora lo splatter dei verbi transitivi/intransitivi: ha piovuto, ha nevicato, ha funzionato.

Ma non è questo il dramma, appunto perché gli errori oggi sono liquidi, cioè passabili come forme nuove, slang emulato dai social, per assunto infallibili, come la tecnologia. A tal proposito c’è una tendenza recentissima da parte di produttori, fondatori di social ad auspicare un ritorno alla retta via, quella che agli albori di internet veniva definita netiquette.

La tragedia è costituita invece dalla logica contraffatta, e non in termini di analisi. A fare tendenza sono i media tradizionali che approfittano del bug di semplice cinismo che attanaglia i social. In testa il lessico di guerra usato in tempi di, presunta, pace: la madre di tutte le battaglie (frase coniata nella guerra del golfo) a proposito di azione decisiva di orgoglio residuo,  gola profonda (preso pari pari dal porno) ad indicare rivelazioni a raffica (appunto da mitra), oppure si è schiantato invece che  ha avuto un incidente, o la gola orribilmente squarciata, per particolari ad uso solo dei medici legali, evidenti segni di violenza, e così ha dovuto cedere le armi, riferito ad una alternanza, è stato freddato al posto di è stato ucciso, la domanda ossessiva all’inviato quanti morti? quanti morti? quando ancora non è chiaro il quadro del disastro, o peggio del peggio quanti morti italiani. Una chicca recentissima: armi di distrazione di massa imputate a chi pesca nel torbido o ciurla nel manico, che se solo la “a” non viene ben percepita è panico di terrorismo e, sottovoce, psicologico. Ma il clou è che simili orrori lessicali hanno sempre pronto l’escamotage sono stato male interpretato, e così via marcescendo.

Sopra di tutto c’è il fatto che non si tratta in fondo di degenerazioni, perché giustificate dalla frenesia smart della notizia, la cui successiva fa dimenticare qualsiasi oltraggio alle persone, innanzitutto, e poi al vocabolario. Come la psico-antropologa intervistata sul caso dei bambini separati dalle madri e messi in gabbia. La domanda è testualmente “ma così stiamo costruendo il mondo?”. Costruendo?? Ma se dagli albori di questa umanità è stato compiuto enormemente di peggio!! Dalla Strage degli Innocenti, di tutti i bambini al di sotto di due anni perché s’era saputo che fra essi vi doveva essere il Messia, o ancor prima a Sparta gettavano dalle mura i neonati venuti male, o il piccolo Astianatte, figlio di Ettore e Andromaca, scaraventato dai Greci dalle mura di Troia affinché Priamo non avesse discendenza.

Per cui, Lessico, non tornare, hai avuto la fortuna di perdere la via di casa in questo circo virtual-social-buonista che, al di là delle allocuzioni, fa del corpo dell’Uomo l’orribile scempio di sempre.